Quanto è buono il pesce?! E quanto fa anche benissimo al nostro organismo grazie a proteine, sali minerali e omega-3 di cui è ricco?!
Ma quanto ve ne intendete? Sapete riconoscerlo? Se ordinate un branzino al forno al ristorante, ve ne accorgereste se vi arrivasse un'orata?
Un piccolo memo di alcuni tra i pesci più comuni in tavola per provare a memorizzarne l'aspetto o per scoprire che invece, siete già esperti conoscitori!
Ah dimenticavo una piccola curiosità per essere precisa. Branzino e spigola sono lo stesso pesce: il primo nome è usato al Nord Italia, mentre il secondo al Sud!
Mi piacerebbe che questo fosse solo il primo di altri poster, mi diverto un sacco a crearli e l'immediatezza del messaggio credo non abbia eguali! Ahimè sono posseduta da lentezza infinita, ma ce la farò!!! Magari il prossimo sulla stagionalità del pesce, chissà?!
Alcuni giorni fa, mi sono imbarcata all'alba per eseguire dei monitoraggi periodici sullo stato di salute degli stock ittici* di vongole (Chamelea gallina) in Alto Adriatico.
Non ero mai stata su una vongolara e, complice il sole splendente e il mare che più calmo non poteva essere, la giornata è andata alla grande! Partiti da Cattolica abbiamo navigato verso Nord, scorgendo due inconfondibili strutture della costa romagnola: la ruota panoramica Eye Love di Rimini e il grattacielo di Cesenatico!
Da Cesenatico abbiamo iniziato il campionamento: 9 zone (fino a tornare a Cattolica) con 3 transetti ciascuna, rispettivamente distanti 0.25-0.50-0.75 miglia** dalla costa. Obiettivo: raccogliere per ogni transetto due campioni: il campione di substrato, con tutti i vari organismi presenti e il campione detto vagliato, costituito dalle sole vongole, dopo aver filtrato il substrato per taglia e specie.
Insieme alle vongole e agli altri Molluschi Bivalvi e Gasteropodi presenti per la stragrande maggioranza, abbiamo pescato anche ofiure, oloturie Trachythyone elongata, un paio di rombi Scophtalmus rhombus e qualche mazzancolla Penaeus kerathurus, che ho provato ad assaggiare cruda (come è stato consigliato a me, confermo che il suo sapore si apprezza al meglio tenendola qualche secondo in più in bocca). Ho anche mangiato i cosiddetti cuori, chiamati così per via della loro forma (Acanthocardia tubercolata). Sono dei grossi bivalvi con un esagerato e muscoloso piede rosso.. ebbene è proprio quella la parte che si mangia e sorpresa... ha un inaspettato gusto di frutta, per l'esattezza di melone!!! Provare per credere!
La pesca delle vongole rappresenta una delle principali risorse per la pesca in Alto e Medio Adriatico e risale a tempi antichi, ma a partire dagli anni '60, con l'introduzione delle draghe idrauliche è iniziato un graduale esaurimento della risorsa.
La vongolara attuale è un'imbarcazione provvista di una draga idraulica, posta a prua, che, dopo essere stata calata, come un rastrello penetra nel fondo sabbioso o fangoso e raccoglie gli organismi presenti nel substrato. La draga è costituita da una griglia metallica (maglia di circa 12 mm) e da una pompa che spruzzando acqua dilava dalla draga le parti di substrato più minuto.
Decisamente interessante è stato ascoltare i pescatori discutere sulle difficoltà che riscontrano ormai da 2-3 anni poichè a causa di un eccessivo sfruttamento della risorsa e secondo loro anche per alcune morie inspiegabili, la quantità del pescato si è ridotta notevolmente. È in atto una vera crisi del settore e come soluzione gli operatori chiedono a gran voce all'UE di modificare i regolamenti in favore di un abbassamento della taglia minima di cattura. Attualmente questa è fissata in 25 mm, ma viene oggi contestata come immotivatamente eccessiva, se comprovato che la specie raggiunge la maturità riproduttiva al di sotto dei 18 mm.
*Stock ittico ---> frazione della popolazione che può esser soggetta alla pesca commerciale. A differenza dell'intera popolazione non conta gli individui avannotti e i giovanili, non sfruttabili dalla pesca poichè sotto la taglia minima di cattura.
Noi tutti dipendiamo dagli oceani, insieme possiamo salvarli!
Si celebra oggi, 8 giugno, la Giornata Mondiale degli Oceani (World Oceans Day), ricorrenza istituita dall’ONU allo scopo di celebrare i mari di tutto il mondo e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla grande risorsa che costituiscono per l’uomo e per il pianeta e sulla necessità di modificare i nostri comportamenti quotidiani per salvaguardarli. La giornata, nata l’8 giugno 1992 durante il Vertice sull’ambiente di Rio de Janeiro, è stata ufficialmente riconosciuta dalle Nazioni Unite nel 2008 e da allora viene celebrata ogni anno a livello mondiale.
Lo slogan "Insieme abbiamo il potere di proteggere l’oceano!" vuole coinvolgere quante più persone nella conservazione dei mari, nelle nostre comunità e a livello mondiale. Gli oceani giocano un ruolo chiave per la vita sulla Terra. Secondo le Nazioni Unite, sono "i polmoni del nostro pianeta, fornendo la maggior parte dell’ossigeno che respiriamo, nonché una fonte importante di cibo e medicinali e una parte critica della biosfera".
Noi tutti infatti dipendiamo dagli oceani. Agli oceani sono legate indissolubilmente le vite di miliardi di persone nei Paesi in via di sviluppo, che da essi traggono la fonte primaria di proteine, per non parlare poi del numero di Paesi la cui economia si basa sullo stato di salute degli oceani e cioè sul commercio di pesce e sulle centinaia di miglia di posti di lavoro che esso offre. Che gli ecosistemi marini siano sottoposti a forti stress che ne turbano gli equilibri mettendone a rischio la vita, ormai è un fatto tristemente noto: idrocarburi, scarichi industriali tossici, rifiuti radioattivi, unitamente a una pratica della pesca indiscriminata e all’alterazione climatica, concorrono a uccidere il mare, lo denuncia un rapporto dall’eloquente titolo “Oceani in pericolo”, siglato da Greenpeace e World Watch Institute e condiviso anche dall’ONU. L’inquinamento e lo sfruttamento indiscriminato delle risorse marine ha ormai raggiunto e superato i limiti della sostenibilità. Presto ne pagheremo le conseguenze economiche, sociali, oltre che ambientali e sanitarie. In aprile, si è riunita per la prima volta a Cape Town, in Sudafrica, la neonata Global Ocean Commission, un organismo indipendente di studio che nei prossimi mesi lavorerà a soluzioni per cercare di invertire lo stato di degrado in cui versano gli oceani e fermare la corsa allo sfruttamento indiscriminato delle loro risorse naturali.
Ma ognuno di noi può fare la sua parte per aiutare a fermare i processi distruttivi in atto. Oggi sono in programma centinaia di eventi per sostenere le azioni sea friendly, per un oceano sano e pulito. E’ possibile contribuire scegliendo fonti energia pulita, per contribuire a combattere l’acidificazione degli oceani o aiutando a ripulire coste e spiagge dai rifiuti. Abituiamoci, inoltre, a seguire piccoli accorgimenti come mangiare pesce sostenibile, fare la spesa portando sempre le borse da casa e usare bottigliette riutilizzabili per l'acqua. «Invitiamo tutti a prendere personalmente parte alla conservazione dell’oceano» ha dichiarato il Coordinatore per la Giornata Mondiale degli Oceani, Alyssa Isakower. «Ognuno di noi può fare qualcosa per contribuire a proteggere il nostro mare!». Una piccola azione, moltiplicata per migliaia in tutto il mondo, può contribuire ad un significativo impatto collettivo.
Il Wwf Italia, in occasione della Giornata mondiale degli oceani, richiede maggiore impegno per una gestione ecosostenibile del Mare Adriatico. L’Adriatico ospita la popolazione più numerosa di tursiopi di tutto il Mediterraneo ed è una zona fondamentale per la sopravvivenza delle tartarughe marine Caretta caretta. Trivellazioni, turismo irresponsabile e pesca stanno mettendo a repentaglio l’ecosistema marino. «Lo sviluppo economico deve andare di pari passo con la conservazione della natura e dei servizi ecosistemici che essa offre – afferma Marco Costantini, responsabile mare Wwf Italia – per questo auspichiamo che nell’ambito dell’Unione Europea si ottenga la tanto agognata pianificazione territoriale marina (Marine Spatial Planning) per la quale il Wwf Italia è attivo nel proporre soluzioni a tutela del più italiano dei mari europei».
Pausa pranzo. Zero corrente. Lo sguardo che vaga tra coralli di fuoco, gorgonie ed anemoni. Qualche foto qua e là. Si inizia il rientro, già un po' delusi dai tanto attesi quanto ormai difficili incontri con i padroni del mare: tartarughe, mante, aquile di mare e ovviamente squali.. E invece un istante dopo, la frenesia di un dito che punta verso il blu.. Maestosa, elegante, incurante della nostra presenza vola tranquilla.. incredibili ed assolutamente indimenticabili istanti sott'acqua!
Le mante sono pacifici giganti del mare, conosciute per le loro enormi dimensioni, le pinne pettorali triangolari simili ad ali e le pinne cefaliche a forma di corna dirette in avanti. Sono animali pelagici che vivono in mare aperto, in zone temperate, subtropicali e tropicali. Come tutti i pesci appartenenti alla classe dei Condroitti hanno uno scheletro cartilagineo, che conferisce loro un'ottima flessibilità nei movimenti. Prive sia di pinne dorsali che caudali, hanno le branchie situate nella parte inferiore del corpo.
Le protuberanze cefaliche si sviluppano ai lati della bocca e quando distese aiutano lo zooplancton a confluire nell'enorme bocca che tengono aperta durante il nuoto.
Nuotano nell'oceano e compiono veri e propri balzi fuori dall'acqua (fino a 2.5m) per poi rituffarsi, non si conosce ancora bene il perchè di questo comportamento, un'ipotesi sembra essere per rimuovere dal corpo i parassiti.
Presentano dimorfismo sessuale con le femmine più grandi. All'età di cinque anni raggiungono la maturità sessuale e sono pronte per accoppiarsi nelle zone tropicali tra dicembre e aprile. Animali ovovivipari. La gestazione dura circa 13 mesi e ogni femmina dà alla luce un individuo (circa 1 metro e oltre i 10Kg di peso) che crescerà molto rapidamente, raddoppiando nell'arco di un anno le sue dimensioni.
Classificata nella Red List dell'IUCN 2010 tra gli animali near threatened, prossimi alla minaccia di estinzione, dovuta a cause antropogeniche tra cui inquinamento, caduta accidentale nelle reti e pesca per le loro particolari branchie usate nella medicina orientale. Inoltre il loro lento tasso riproduttivo, uno o due piccoli ogni 5 anni accresce la minaccia. Sono specie protette dalla Convention on migratory species of wild animals, ma rimangono molto vulnerabili vicino alle coste, dove nuotano lentamente e in superficie, diventando facili prede di pescatori.
Manta o Mobula?!?
La manta viene spesso confusa con una mobula, della stessa famiglia, ma dalla quale si distingue conoscendo alcune differenze. La mobula ha dimensioni minori con la bocca posta nella parte inferiore rispetto al capo, denti presenti su entrambe le mascelle e pinne cefaliche non flessibili come nella manta.
Il bacino del Mar Rosso è un lungo braccio di mare compreso tra l’Africa e la penisola arabica con una larghezza di 350 km. Si ritiene sia un oceano in formazione; un’intensa attività geologica presente sul fondale provoca infatti, un allargamento annuale di circa 5 cm che porterà il Mar Rosso a diventare il quarto oceano del pianeta.
Il Canale di Suez lo collega con il Mar Mediterraneo, mentre lo Stretto di Bab el Mandeb fa da confine fra le sue acque e quelle dell’Oceano Indiano. A nord si biforca in corrispondenza della penisola del Sinai, dando luogo al Golfo di Aqaba ad est e al Golfo di Suez ad ovest. Otto stati si affacciano su questo mare: Egitto, Israele, Giordania, Arabia Saudita, Yemen, Gibuti, Eritrea e Sudan. La lunghezza totale è di circa 2.250 km. La parte meno profonda si trova nel golfo di Suez, con soli 90 m di fondale; nella zona centrale si trova invece il punto più profondo a 2.850 m, la fossa di Suakin. La peculiarità del Mar Rosso è lo stretto di Bab el Mandeb; con solo 26 km di larghezza ed una profondità massima di 134 m, questa zona determina l’isolamento del bacino dal sistema di correnti dell’Oceano Indiano. Viene perciò considerato un mare ”chiuso“ e presenta una combinazione di fattori ecologici davvero unici. Il limitato scambio idrico con l'oceano, le piogge scarse, l'assenza di affluenti e l'elevata temperatura dell'aria, che provoca una fortissima evaporazione, hanno come diretta conseguenza l'aumento della salinità, che arriva a toccare il 43 per mille (contro una media oceanica del 35 per mille). La particolare conformazione geologica della zona influisce, inoltre, sulla temperatura dell'acqua; la frattura intercontinentale che ha provocato la formazione del bacino è tuttora attiva e gli strati caldi della crosta terrestre riscaldano l'acqua, alzando la temperatura in profondità di circa quindici gradi rispetto agli altri mari del pianeta. Anche la temperatura superficiale (22°C in inverno e 26°C in estate) è di alcuni gradi superiore a quella dell’Oceano Indiano. A partire da queste condizioni si sono create le basi per lo sviluppo di una straordinaria vita marina tropicale.
La composizione della scogliera corallina è estremamente varia, con più di 400 specie di coralli e ben il 17% di specie ittiche endemiche: un ecosistema esclusivo, che non si ritrova in nessun altro luogo. È dunque essenziale tutelare questo patrimonio naturale, sempre più minacciato dalle attività antropiche. Con l’apertura del canale di Suez nel 1876, il Mar Rosso ha cominciato ad essere molto trafficato; vi transitano ogni anno migliaia di navi, tra cui moltissime petroliere, esponendolo al rischio costante di una catastrofe ecologica. La sua vicinanza all’Europa, inoltre, lo ha fatto diventare una delle mete privilegiate per il turismo subacqueo, causando un notevole impatto ambientale sul reef ed i suoi abitanti. Fortunatamente sono stati istituiti parchi marini per proteggere le zone maggiormente frequentate e di particolare interesse naturalistico, come la punta meridionale della penisola del Sinai (Ras Mohamed National Park). Se si confrontano i reef di queste aree protette con le coste iper sfruttate e mal conservate su cui sorgono le strutture alberghiere, i risultati sono evidenti, tanto che a Ras Mohamed è tuttora possibile effettuare alcune delle più belle immersioni al mondo.